Padova, tesoro dell’umanità, ora riconosciuta dall’UNESCO

da Lug 28, 2021Culture

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“Dopo aver attraversato in pieno sole il giardino dell’Arena entrai nella cappella di Giotto, dove l’intera volta e gli sfondi degli affreschi sono così turchini da far credere che la radiosa giornata […] sia venuta per un attimo a porre all’ombra e al fresco il suo cielo”

È così che ne “Alla ricerca del tempo perduto” Marcel Proust descriveva la Cappella degli Scrovegni.

A Padova, tutt’oggi, si respira un’aria rinascimentale, come se la città si fosse fermata all’epoca del suo massimo fervore artistico. Non a caso l’Urbs picta fece da giuntura tra la scure medievale e la magnifica rivoluzione culturale del XIV secolo. 

L’effervescenza artistica di quel periodo attrasse nella città di Padova “i grandi” del mondo delle arti: Giotto, Jacopo Avanzi, Jacopo da Verona. Artisti di un tempo lontano, ma oggi protagonisti di un evento di solenne importanza: la Basilica di Sant’Antonio, la Cappella degli Scrovegni, la Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo agli Eremitani, la Cappella della Reggia Carrarese, il Battistero della Cattedrale, il Palazzo della Ragione, l’Oratorio di San Giorgio e l’Oratorio di San Michele hanno reso Padova il cinquantasettesimo sito italiano riconosciuto patrimonio dell’umanità.

La città entra nella World Heritage List dell’UNESCO grazie a queste meraviglie architettoniche, ribattezzate “i magnifici otto”, agli affreschi in esse custoditi, ma anche all’orto botanico che, come riportato dalla stessa organizzazione internazionale,è all’origine di tutti gli orti botanici del mondo e rappresenta la culla della scienza, degli scambi scientifici e della comprensione delle relazioni tra la natura e la cultura avendo largamente contribuito al progresso di numerose discipline scientifiche moderne, in particolare la botanica, la medicina, la chimica, l’ecologia e la farmacia”.

La proclamazione dell’Urbs picta come patrimonio mondiale incorona definitivamente l’Italia quale regina dell’UNESCO quale Paese con il maggior numero di siti da questa riconosciuti e permette di rispolverare alcune delle storie più affascinanti del nostro passato culturale ed architettonico. 

Prima tra tutte quella della Cappella degli Scrovegni (1300), la cui  edificazione fu resa possibile dall’acquisto di un terreno, ubicato sul sito dell’antico anfiteatro romano un tempo adiacente all’omonimo Palazzo, da parte del facoltoso banchiere Enrico Scrovegni

L’obiettivo del ricco committente era quello di risollevare la reputazione della propria famiglia danneggiata dal padre Rinaldo, rinomato usuraio dell’epoca al quale Dante non risparmierà, per tale ragione, un posto nell’ Inferno. 

È proprio all’interno della Cappella che, su commissione di Enrico Scrovegni, Giotto compì il suo miracolo pittorico, secondo solo alla Cappella Sistina di Michelangelo. 

Gli affreschi della Cappella degli Scrovegni si susseguono come i canti di un poema cristiano al ritmo di una serrata trama di natura teologica, mostrando il concatenarsi di eventi del “poema cristiano”. La magia dell’opera risiede proprio nell’abilità del sommo artista di coinvolgere nel profondo l’osservatore e renderlo parte integrante di quel disegno divino. 

È dunque con grande merito che Padova, con le sue opere monumentali e pittoriche, è entrata a far parte dei tesori non solo d’Italia, ma del mondo intero. 

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