Women Heritage Walk 2020: cinque donne italiane nel deserto

da Feb 19, 2020Culture

TRENDING

Al Ain: Alla scoperta della natura e dell’entroterra emiratino

Al Ain è una delle principali città degli Emirati Arabi situata al confine con l’Oman e ad un ora e mezza di macchina circa dalla capitale Abu Dhabi. Essendo nel cuore del deserto e ovviamente non avendo sbocco sul mare, la città presenta paesaggi naturalistici molto...

Comprare casa a Dubai: come investire con EMAAR?

“Sono venuto a Dubai e ne sono rimasto affascinato. È possibile comprare casa qui?” “Ho visto alcune nuove costruzioni di EMAAR, mi piacerebbe saperne di più, ma non so da dove cominciare”. “Il mercato è altalenante. Ha senso fare un investimento immobiliare a Dubai o...

Ras al Khaimah, snodo internazionale e paradiso naturalistico

Situata lungo l'estremità settentrionale della costa degli Emirati Arabi, Ras Al Khaimah (RAK) si trova tra il Golfo Persico e le montagne Hajar. La città copre circa 27 miglia di costa, sulla quale lagune d’acqua cristallina, spiagge di sabbia dorata e altipiani...

Sua Maestà la Carbonara…di Mezzo!

Nasce a Roma, ma ha viaggiato in lungo e in largo. Senza dubbio nell’Olimpo delle pietanze tipiche italiane: Sua Maestà la Carbonara. Per questo, ogni italiano che si rispetti avverte una fitta al cuore quando sente parlare di orribili rivisitazioni: dai preparati...

Il mondo in miniatura al Global Village di Dubai

Il Global Village di Dubai è senza dubbio un luogo affascinante senza eguali in tutta la regione. Oltre ad essere un sito culturale, è anche un vero e proprio hub di intrattenimento e spettacoli di ogni genere. Il concept è alquanto suggestivo ed originale: ricreare...

La cultura autentica di Dubai. Cosa è l’Islam e chi sono i musulmani

Dalle moschee in perfetto stile arabo alle giganti strade all’americana e ai profumi d’India, ecco Dubai, città europea ed intimamente così orientale dove numerose culture si confondono come tessere di un grande mosaico. Qui tradizioni e abitudini fortemente distanti...

Mamma, mollo tutto e vado a fare il gelato a Dubai

Se il tuo obiettivo è quello di piacere a tutti non provare a essere un leader, inizia a vendere gelati. (Steve Jobs). Se c’è una cosa italiana, indiscutibilmente italiana che ha conquistato il mondo (come la pizza, tanto per fare un altro esempio) è il gelato. Che,...

Fabrizio Puglisi, turismo e calcio “made in Italy” negli Emirati Arabi

Fabrizio, siciliano, classe ’86, è riuscito a combinare qui le sue due gradi passioni, quella per il calcio e  quella per il suo Paese, e a trasmetterle alle centinaia di bambini della “Juventus Academy”, che vengono da 50 nazioni diverse, tra di loro parlano in...

Elisa Corvi e due mondi che si incontrano a Dubai

Come sei arrivata a Dubai e quando? 8 anni fa dall’Italia. A quel tempo vivevo a Milano con mio marito e le mie due prime figlie Bianca e Ginevra e aspettavo il mio terzo, Leo. Perché hai deciso di venire a Dubai? Motivi di famiglia: all’inizio perchè mio marito è...

Un affascinante viaggio attraverso le isole di Abu Dhabi

La bellissima capitale degli Emirati Arabi è un affascinante arcipelago composto da oltre 200 isole, moltissime delle quali accessibili ai visitatori. Lo stesso cuore pulsante della città si erge su un’isola distante circa 250 metri dalla terraferma. Da viste...
Tempo di lettura stimato: 6 minuti

* di Adriana Ranalli e Giacinta Acerbi

Si è da poco conclusa la Women Heritage Walk, quest’anno alla sua sesta edizione. Cinque giorni di cammino nel deserto alla scoperta delle più profonde tradizioni emiratine, insieme a donne da tutto il mondo. L’iniziativa è nata nel 2015, grazie a Jody Ballard, americana, e Asma Sedeeq Al Mutawa, emiratina. Ringraziamo Adriana Ranalli e Giacinta Acerbi per avere condiviso con noi la loro esperienza e per avere scritto questo articolo.

Un viaggio sulle orme degli antenati degli Emirati Arabi
La Women Heritage Walk è un trekking culturale annuale di cinque giorni, da Abu Dhabi ad Al Ain, negli Emirati Arabi Uniti. La camminata, di 125 km, ricrea il viaggio stagionale fatto dagli antenati: dalla costa all’oasi nell’entroterra, dove le famiglie si univano tradizionalmente alla raccolta dei datteri e godevano del clima più fresco di Al Ain, durante i mesi più caldi dell’anno. Istituita nel 2015, la Women’s Heritage Walk è un’esperienza di vita che accompagna le partecipanti in un viaggio attraverso la storia, le collega al patrimonio e alla cultura degli Emirati Arabi e le aiuta a stringere legami più profondi con sé stesse e con gli altri, attraverso lo sviluppo fisico, mentale ed emotivo.

Per la prima volta un gruppo italiano
Per la prima volta quest’anno, la Women Heritage Walk ha visto il coinvolgimento di cinque Sand Sisters di nazionalità italiana. Vivono all’estero e hanno scelto di ritrovarsi negli Emirati Arabi per condividere una once in a lifetime experience. Adriana arriva da Baku (Azerbaijan), ma ha vissuto per alcuni anni a Dubai come Giacinta, ora rientrata a Milano. Cristiana ha raggiunto il gruppo da Dallas (Texas) mentre Milena da Phuket (Tailandia). Unica presenza ancora “locale” è Marta, che vive con la famiglia a Dubai. Ancora una volta gli Emirati Arabi si confermano un hub internazionale in cui è naturale darsi appuntamento per vivere esperienze uniche in contesti multiculturali, sempre pronti all’accoglienza.

L’esperienza di Adriana e Giacinta
Abbiamo partecipato alla recente edizione di Women Heritage Walk 2020 perché abbiamo amato il deserto sin dal primo camping fatto con famiglia e amici, anni fa. Poter ripetere l’esperienza prolungata per cinque giorni, con una forte componente culturale, ci è sembrata un’occasione da non perdere. Con altre tre italiane abbiamo arricchito il team delle sessanta Sand Sisters, di varie nazionalità: da emiratine, a siriane, palestinesi, libanesi, svedesi, australiane, canadesi, svizzere, francesi, belghe e molte altre ancora. 125 km in cinque giorni per raggiungere le oasi di Al Ain, partendo da Abu Dhabi. Circa 25/30 km giornalieri di cammino tra le dune, percorrendo una traccia segnata dalle bandiere degli Emirati Arabi per conquistare, prima del tramonto, il campo preparato per la notte. La sfida è stata fisica e mentale, in una cornice magica di solidarietà femminile e di rievocazione delle tradizioni nomadi emiratine. Dal rituale del tè alla preparazione del caffè, all’ascolto delle testimonianze di meravigliose donne che oggi arricchiscono il panorama culturale e lavorativo degli Emirati Arabi. Poi l’osservazione delle stelle, guidata dagli astronomi del centro astronomico di Al Ain, e ancora la sensibilizzazione per il recupero e il salvataggio dei cani Saluki, razza autoctona del deserto. Ai tanti cammelli e gazzelle che incontravamo nel nostro cammino. La componente culturale ha giocato un ruolo molto forte a nostro parere, perché oltre a distrarci dalla fatica, ci ha permesso di conoscere e approfondire aspetti legati alla vita del deserto che per tanti turisti o residenti nei Paesi del Golfo sono poco conosciuti. E poi lo spirito di squadra, la voglia di raggiungere la meta insieme alle tue Sand Sisters, o anche la discussione preliminare su quale strategia adoperare per affrontare meglio questa o quella duna, per alleggerire il cammino o semplicemente per alleviare il dolore ai piedi. Momenti di goliardia misti a tanta tenacia. La condivisione dei gesti quotidiani con donne di molteplici culture e religioni ha rappresentato per noi un altissimo valore aggiunto di questa marcia. La consigliamo vivamente a chi avesse la possibilità di staccare la spina per qualche giorno e volesse entrare in simbiosi con il deserto, tanto inospitale all’apparenza, ma così ricco di storie e di vita.

La parola alle fondatrici della Women Heritage Walk
“Sono arrivata ad Abu Dhabi nel 2010 – ci ha spiegato Jody Ballard – e mi sono resa conto che sapevo molto poco di questa regione, della sua cultura e del suo patrimonio. Ho iniziato a leggere tutto ciò che ho potuto sulla storia e ho scoperto questo ‘spostamento’ stagionale ad Al Ain, che veniva fatto dalla popolazione locale durante il periodo più caldo dell’anno. L’ho trovato intrigante. Poi, nell’ottobre 2011, ho letto un articolo sulla prima pagina del The National che parlava di un avventuriero, Adrian Hayes, il quale aveva appena seguito le orme di Wilfred Thesiger. Ho studiato questo articolo e ho pensato: dov’erano le donne? Come era per loro percorrere questa distanza in stato di gravidanza o con bambini e anziani? Io mi occupo di programmi per il benessere delle donne sin dai primi anni Novanta e sapevo che sperimentare la difficoltà di camminare nel deserto avrebbe giovato le donne, permettendo di conoscere molte usanze e abitudini beduine e di creare un legame, una piccola comunità femminile. I primi anni siamo state io e Brenda O’Regan a imparare questa lezione di perseveranza. Ci siamo poi avvicinate alla Salama Bint Hamdan Al Nahyan Foundation, alla DCA e siamo state premiate con il loro sostegno, che continua ancora oggi”.

Asma Sedeeq Al Mutawa ci tiene a ricordare, prima di tutto, le parole dello Sceicco Zayed Bin Sultan Al Nahyan, fondatore degli Emirati Arabi Uniti: “Chi non conosce il proprio passato – diceva lo Sceicco – non può trarre il meglio dal presente e dal futuro, perché è dal passato che impariamo”.

“Io credo che vivere la propria verità significhi viverla in ogni luce​​ – ci spiega invece Asma Sedeeq Al Mutawa -. Leggere della propria storia o sentirne parlare è molto diverso dallo sperimentarla fisicamente sulle stesse orme di coloro che erano qui prima di noi. Coloro che ci hanno dato gli strumenti per arrivare dove siamo oggi. Camminare nei deserti degli Emirati Arabi, da Abu Dhabi ad Al Ain, mi ha insegnato la pazienza con me stessa e con le mie sorelle di cammino, al mio fianco, la perseveranza mentale e fisica, un profondo apprezzamento e gratitudine per la mia cultura e la mia identità che si basano sull’ospitalità e che permettono a tutti di sentirsi i benvenuti, come in una famiglia. Quando si percorre una stessa strada con un obiettivo collettivo, lo si fa armoniosamente, proteggendosi e aiutandosi a vicenda, liberandosi dei propri averi, perché tutto appartiene a tutti. Alla fine, si raggiunge la meta con un solo cuore e le mani unite. Che risultato, la Women Heritage Walk è più che una camminata, è il senso più profondo della vera appartenenza”.


Articoli correlati

Pillole di Emirati: chi era Bin Majed?

Pillole di Emirati: chi era Bin Majed?

In questi giorni di staycations vi sarà capitato, se siete stati a Ras Al-Khaimah, di esservi imbattuti nella catena alberghiera “Bin Majed”. Il primo pensiero, probabilmente, sarà stato quello di associare il nome al proprietario, magari ad un eventuale “Bin Majed”,...

Bin Majed, il primo navigatore arabo

Bin Majed, il primo navigatore arabo

Per chi vuole imparare qualche frase in arabo e per chi semplicemente desidera capire un po’ di più della cultura e della storia del Paese nel quale viviamo. Ecco un’altra puntata della rubrica dedicata a questa fantastica lingua, curata da Eugenio Malatacca,...

Pillole di Emirati: chi era Bin Majed?

Pillole di Emirati: chi era Bin Majed?

In questi giorni di staycations vi sarà capitato, se siete stati a Ras Al-Khaimah, di esservi imbattuti nella catena alberghiera “Bin Majed”. Il primo pensiero, probabilmente, sarà stato quello di associare il nome al proprietario, magari ad un eventuale “Bin Majed”,...

Bin Majed, il primo navigatore arabo

Bin Majed, il primo navigatore arabo

Per chi vuole imparare qualche frase in arabo e per chi semplicemente desidera capire un po’ di più della cultura e della storia del Paese nel quale viviamo. Ecco un’altra puntata della rubrica dedicata a questa fantastica lingua, curata da Eugenio Malatacca,...

Share This