Apertura, dialogo e cooperazione al Global Interfaith Summit di Dubai

da Nov 22, 2021Expo 2020, Highlights

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C’é un filo rosso che unisce l’Accordo sulla Fratellanza Umana di Abu Dhabi del 2019, il G20 italiano ed il Global Interfaith Summit, come tappe di un percorso portato avanti dalla diplomazia istituzionale, così come quella religiosa, e che punta a costruire ponti che riducano le distanze tramite la condivisione di valori umani. Il vertice Interreligioso globale, ospitato all’interno della cornice di Expo2020 presso il Padiglione Italia, non a caso nella Giornata Internazionale della Tolleranza, ha visto un confronto tra rappresentanti di diverse religioni e autorità internazionali per promuovere una cultura del dialogo.

Global Interfaith S.

Un’iniziativa tra le più importanti in programma nell’ambito delle attività di carattere multilaterale che si prefigge di promuovere una conoscenza reciproca, la cooperazione ed il multilateralismo non solo nell’ambito degli Affari religiosi tra Italia ed Emirati, ma ad un livello globale. Per questo, il summit interreligioso dello scorso 16 novembre ha visto la partecipazione dei massimi rappresentanti delle diverse fedi religiose, tra cui Albrecht Freiherr von Boeselager, Gran Cancelliere e ministro degli Affari Esteri dell’Ordine dì Malta; Swami Brahmaviharidas, leader religioso BAPS Hindu Mandir, Rabbi David Shlomo Rosen KSG CBE, direttore internazionale degli Affari Inter religiosi dell’American Jewish Committee e di rappresentanti della U.N. Alliance of Civilizations, ma anche del sovrano dell’Ordine di Malta e del viceministro degli Esteri, Marina Sereni. 

L’incontro multilaterale si allaccia infine, a Vision 2050, l’insieme degli obiettivi elaborati dagli Emirati Arabi Uniti, nell’anno del Giubileo del Paese, come ricordato dallo sceicco Nahayan Mabarak Al Nahyan, Ministro per la Tolleranza e la Coesistenza nel discorso di apertura del Summit. 

Ospite del Padiglione Italia, in occasione del vertice interreligioso, anche Salvatore Martinez, Presidente di Rinnovamento nello Spirito Santo, che noi di Dubaitaly abbiamo intervistato. 

Connettere le menti e le anime per guardare al futuro, all’interno della cornice di eccellenza di Expo 2020, cosa rappresenta questo Forum?

Expo Dubai 2020 ci dà la grande occasione di cominciare a parlare o di parlare di più di capitale spirituale e non solo o soltanto di “capitale finanziario”.  Non può esserci né convivenza pacifica, né giustizia sociale sulla terra senza nuovi paradigmi spirituali, senza un nuovo respiro teologico a base dello sviluppo sociale dei nostri Paesi; nuovi paradigmi spirituali che sovrintendano alle nostre relazioni umane, perché esse siano davvero umane e non disumane. È questo che ci hanno testimoniato e insegnato Sua Santità Papa Francesco e il Grande Imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb con il Documento sulla Fratellanza Umana, firmato ad Abu Dhabi il 4 febbraio 2019.

Senza fratellanza universale non vedremo esaltata la libertà che Dio ha dato a tutti gli esseri umani. Siamo liberi di amarci, non di odiarci. Siamo liberi di costruire fraternità, non di distruggerla ed è su  questo che abbiamo l’opportunità di confrontarci in occasione del Global Interfaith Summit. 

Su quali problematiche invita a riflettere il vertice interreligioso nella giornata internazionale dedicata alla Tolleranza?

La crisi della politica e dell’economia, dei sistemi sanitari e delle culture, la crisi antropologica e religiosa, sono tutte figlie della crisi spirituale in atto in modo assai netto dall’inizio del nuovo terzo millennio, crisi che non risparmia nessuno e nessuna fede.

Ovviamente, non spetta alle fedi e alle religioni risolvere i problemi ecologici, economici, sociali di questa nostra bellissima e tormentata terra. Ma fedi e religioni possono, devono lavorare insieme per indurre nell’uomo un processo di conversione interiore alla vera vita.  L’umanità ha certo bisogno di tante riforme politiche, ma non può più fare a meno di riformare la propria coscienza, sempre più assuefatta al male, incapace di distinguere un bene da un male. 

Alla luce di queste riflessioni, quale messaggio devono trasmettere autorità ed esperti religiosi?

Le religioni hanno la responsabilità di ribadire che: non c’è pace fra le nazioni senza una pace fra le religioni; non c’è pace fra le religioni senza dialogo tra le religioni; non c’è dialogo fra le religioni senza un modello etico globale; non c’è sopravvivenza del nostro pianeta nella pace e nella giustizia senza un nuovo paradigma di relazioni internazionali fondato su modelli religiosi ed etici globali. Noi non possiamo fare tutto, ma possiamo fare molto, molto di più! Lo Spirito di Dio apra nei nostri cuori e dinanzi a noi spazi nuovi, vie nuove per proseguire nel nostro impegno di connettere le anime. 

Sì, insieme possiamo dare una spiritualità all’uomo, un’anima al mondo.

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