L’Università del Futuro debutta ad Expo 2020

da Giu 27, 2021Culture, Expo 2020, News

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Immaginate un’istruzione senza nessun insegnante, nessuna classe, un apprendimento tra pari svolto all’interno di un processo co-creativo in un ambiente più professionale che accademico che permetta di sviluppare competenze tecniche, pensiero critico, intelligenza collettiva, capacità di collaborazione, autonomia e menti di problem-solving. Un’istruzione che dia accesso alla conoscenza, prima di tutto quella di se stessi. Una nuova modalità di insegnamento che permetta di individuare le proprie passioni tramite un approccio trans-disciplinare che rompa i confini, appunto, tra le diverse discipline.

Ora immaginate questo innovativo approccio supportato dalle più alte tecnologie, in un contesto digitale perché digitale ormai il mondo a cui apparteniamo e di cui le generazioni future saranno diretta espressione. Ecco, questa è l’Università del Futuro. Che lo si creda o meno, non appartiene alla visione futuristica di qualche geniale magnate della tecnologia ma è il progetto presentato dall’Università degli Emirati Arabi Uniti (UAEU) ad Expo 2020. A fronte delle sfide emergenti quali l’aumento demografico della popolazione under 25, con una previsione di stima di 100 milioni di disoccupati corrispondente al 26% dei giovani dell’area AWASAR (Africa e Asia meridionale), il sistema educativo risponde con proposte innovative atte, in ultima istanza, a mitigare la radicalizzazione giovanile nella regione. 

Come unica università partecipante quella degli Emirati Arabi Uniti esordisce ad Expo con un padiglione indipendente: “The University of the Future” (UoF). Il viaggio esperienziale ideato dall’Università per esporre il nuovo modello di istruzione prende vita tramite una mostra della durata di 20 minuti per presentare i suoi programmi principali: Pathfinders e i 100 Million Stars Labs. Mentre quest’ultimo si prefigge di trasformare i 100 milioni di disoccupati in 100 milioni di “stelle brillanti”, il programma Pathfinders, della durata di sei mesi, è rivolto ai neolaureati, i quali avranno la possibilità di scegliere tra quattro percorsi di apprendimento: estendere la vita, espandere la vita, sostenere la vita e migliorare la vita e tramite cui acquisiranno le conoscenze necessarie ad elaborare soluzioni alle macro-sfide del mondo. La prima iniziativa del Programma Pathfinders fa perno sull’avventura più audace dei nostri tempi: quella di creare una colonia umana su Marte.

Il programma ha avviato le selezioni a dicembre 2020, terminandole a febbraio 2021 e ricevendo centinaia di candidature. Per la prima volta 30 studenti provenienti da diverse università arabe e africane parteciperanno a un programma unico per tutta la durata dei 6 mesi di Expo 2020. Voli aerei da e per il loro paese d’origine, vitto e alloggio (presso il sito di Expo) a carico dell’Università.  I giovani, selezionati sulla base dell’esito di un un bootcamp competitivo di due settimane, avranno la possibilità di partecipare a workshop, sale riunioni, visite sul campo ed altre attività volte allo sviluppo e all’acquisizione di conoscenze, abilità e valori necessari ad affrontare le sfide relative ai sottotemi di Expo: sostenibilità, mobilità e opportunità

Una tavola rotonda di CEOs, partner, e professori ha visto la condivisione di esperienze e proposte in linea con la visione dell’Università del futuro. Adama Sanneh, co-fondatore e CEO della Moleskine Foundation, ha parlato di come la sua organizzazione aiuta i giovani a identificare i loro punti di forza, debolezze e potenziale. Hamza Chraibi, CEO di Arab Excellence, invece, fornisce ai giovani dell’area Mena economicamente più svantaggiati la formazione e il tutoraggio necessari perché possano raggiungere il loro potenziale professionale.  

Nell’opinione degli esperti del settore educativo, le università, organizzate in discipline, isolate le une dalle altre, possono trovare difficoltà ad abbracciare un approccio transdisciplinare che risulterebbe più efficace al giorno d’oggi, come suggerito dalla professoressa Elaine Ecklund della Rice University di Houston.

Le più dure minacce dei nostri giorni, quali le malattie infettive, la disuguaglianza, la sicurezza alimentare e idrica, richiedono menti capaci di elaborare soluzioni rivoluzionarie. Menti che vanno formate e rese consapevoli. Tali innovazioni nel campo dell’istruzione ne cambia il paradigma richiedendo l’abbandono di approcci più tradizionali all’apprendimento, assunzione che fa sorgere spontaneo un unico interrogativo: Siamo pronti per tutto questo?

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