Solarelli, la frutta italiana che piace in Medio Oriente

da Giu 22, 2021Food, Highlights, Italian Stories, News

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Chi è Apofruit Italia?

Apofruit Italia è un gruppo ortofrutticolo cooperativo con un’esperienza di oltre 60 anni che opera con proprie strutture e soci produttori dal nord al sud dell’Italia e una presenza ormai consolidata sui mercati internazionali. 170 mila tonnellate di prodotto conferito, 235 milioni di euro di fatturato, 12 stabilimenti di lavorazione e 3.200 soci sono numeri che ne fanno uno dei più importanti player del settore ortofrutticolo in Italia.

La mission di Apofruit Italia è acquisire la massima specializzazione sui principali prodotti ortofrutticoli espressione del made in Italy, specializzazione che si concretizza nella qualità e nella differenziazione dell’offerta, nell’intensa attività volta al rinnovamento varietale, nell’innovazione di prodotto e di processo, nei servizi a misura dei moderni canali di vendita, nell’efficienza organizzativa e gestionale dell’impresa.

Per garantire un altissimo livello di qualità dei suoi prodotti Apofruit Italia applica severe procedure per il controllo dei processi produttivi e di lavorazione, disciplinari di produzione integrata, certificazioni di qualità di processi e di prodotti aziendali. Peraltro il colosso cooperativo che ha base a Cesena da molti anni punta anche alla produzione di ortofrutta biologica con la società controllata Canova.

stabilimento e sede Apofruit

Come riconoscere la frutta di Apofruit Italia?

Per dare un’identità alla frutta e agli ortaggi prodotti e commercializzati da Apofruit Italia, nel 2008 è stato lanciata la linea di prodotti di alta qualità Solarelli, prima sul mercato italiano, poi su quelli internazionali, un marchio e un “bollino” che garantisce ortofrutta di stagione prodotta secondo rigorosi disciplinari dove ogni passaggio esprime il massimo dell’innovazione, della qualità e del controllo di filiera.

Solarelli, che sul mercato cinese diventa Solemio, esprime una gamma di prodotti al meglio del sapore, della maturazione e dell’innovazione varietale; dal packaging pratico ma elegante, che sottolinea anche nei colori le caratteristiche di un prodotto rigorosamente italiano, proveniente dalle più vocate aree produttive dove la cooperativa Apofruit Italia opera con propri soci produttori e proprie strutture.

Come stanno evolvendo i rapporti con Dubai?

Apofruit Italia è presente con la sua frutta sui principali mercati mondiali. Tra questi c’è il Medio Oriente e in particolare Dubai.

Solarelli Dubai

Se tradizionalmente le esportazioni nell’area avvengono con trasporto marittimo, mele e kiwi in particolare, ma anche uva, in anni più recenti il mercato si è aperto ulteriormente grazie alle possibilità concesse dal trasporto aereo. I primi invii via aerea sono iniziati nel 2012 a livello di test per poi diventare continuativi dal 2013 in poi, con una crescita esponenziale tra il 2014 e il 2018, grazie alle insalatine lavate e pronte al consumo (dette tecnicamente di “quarta gamma”).

Il picco dei volumi inviati verso il Medio Oriente con trasporto aereo è stato raggiunto nel 2017, con 370 tonnellate spedite, vale a dire 370 mila kg, per un fatturato di 2,5 milioni di euro. Poi c’è stata una flessione delle attività, a seguito di due fattori: la crescente concorrenza olandese, che dispone di tariffe aeree più competitive, e la competizione della frutta spagnola. Il Covid-19 e la conseguente drastica riduzione del traffico aereo hanno praticamente interrotto le esportazioni via aerea.

Che tipo di frutta italiana si esporta a Dubai?

Bisogna distinguere tra spedizioni via aerea e spedizioni via nave. Via aerea si spedisce la frutta più delicata e a breve conservazione, come la frutta estiva da giugno a settembre: pesche, nettarine, albicocche, ciliegie, mini angurie, pesche piatte e tutto quello che di frutta può essere disponibile in termini di alta qualità. Via nave si spediscono mele e kiwi nella stagione invernale, uva da agosto a settembre.

C’è spazio per l’ortofrutta made in Italy negli Emirati?

L’Italia è famosa per l’alta qualità delle sue produzioni agroalimentari, compresa l’ortofrutta. Allo stesso tempo garantisce i più elevati standard in termini di sicurezza alimentare, dato che l’EFSA, l’European Food Safety Authority, rileva un percentuale bassissima di irregolarità per l’ortofrutta italiana e inferiore a quella degli altri Paesi. Quindi in teoria lo spazio, su un mercato esigente e in evoluzione come quello degli Emirati, ci sarebbe tutto.

prodotti Apofruit

Nei fatti però l’ortofrutta è penalizzata da una logistica meno competitiva rispetto ad altri Paesi, Olanda in particolare, e da costi di produzione più elevati rispetto ad altre origini, come Spagna, Grecia, Turchia, Polonia, la stessa Olanda. Inoltre i gruppi distributivi non aiutano: nei supermercati dell’area il made in Italy dovrebbe essere valorizzato, invece spesso le merci vengono mischiate nei banchi.

Il risultato è che, nonostante Apofruit Italia continui a investire sul marchio Solarelli, anche con imballaggi dedicati con scritte in arabo, la presenza sui banchi di vendita è sempre più difficile, perché anno dopo anno la richiesta da parte dei buyer della grande distribuzione si è uniformata, chiedendo prezzi aggressivi e basta. Vedremo come l’imminente Expo 2020 Dubai cambierà le regole del gioco.

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