Animali&Co: veterinario e vaccini

da Feb 5, 2021Lifestyle

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Ormai sono passati due mesi da quando la tipa simpatica senza figli mi ha trovata. Devo dire che dopotutto non sto male con lei, anche se ha un brutto vizio: dice sempre di NO. No al fatto che io voglia esprimere la mia natura interiore di piccola scimmietta e saltare da un mobile all’altro (secondo me ha anche capito che adoro i suoi lampadari). No al fatto che io voglia giocare alle 5 di mattina. No al fatto che mi piaccia così tanto, ma così tanto farmi le unghie sulla sua valigia. Oppure No al fatto che invece di usare il lettino solare adori mettermi nell’ansa della tenda. Però alla fine ho sempre cibo, tiene sempre una scatola enorme in cui posso giocare ed ogni tanto porta a casa una piccola cucciola con tanti capelli biondi ricci con cui divertirmi. C’è una cosa che però non capisco: mi ha regalato (sì ancora) una bellissima borsetta blu con tanto di tappetino interno peloso che io adoro, ma ogni volta che mi permette di entrarci, finiamo sempre da un signore buffo che prima mi dice che sono bellissima (come se non lo si sapesse) e poi zac, mi infilza la chiappeta. Cioè, ma a me non sembra normale assolutamente anche perché poi la prima volta sono stata tanto male e visto che la tipa si è spaventata, ho deciso che non l’avrei più fatta preoccupare e quindi tutte le volte alle 5 la sveglio per farle sapere che sto bene.

 

Ebbene sì, sono passati due mesi ed in questo periodo di grandi cambiamenti (a casa mia sono sparite tutte le cose che Gin poteva dolcemente decidere di buttare giù dai mobili per capire se sono infrangibili) abbiamo dovuto affronta l’esperienza veterinario e vaccini. Ci sono tante cliniche a Dubai, alcune delle quali hanno anche sconti per chi si occupa di animali randagi o anche solo per la comunità italiana. Io ho optato per la Blue Oasis Veterinary Clinic in DIP visto che la mia amica salvatrice di creature feline (ha 5 gatti di cui 3 salvati da qui) me l’ha consigliata.

Partendo dal presupposto che, come già detto, io sono una persona “da cane”, anche per me è stato tutto una prima volta: abbiamo iniziato fin da subito con i medicinali per la sverminazione (chiedete al vostro medico di dargli lui la medicina a meno che non vogliate provare il nuovo impacco per capelli anti vermi) dati in due dosi separate (nel nostro caso è stato necessario fare un richiamo, perché durante l’auscultazione il veterinario ha sentito che non era completamente pulita) per poi passare all’inizio di ottobre con il ciclo dei vaccini che comprendono trivalente e l’antirabica, obbligatoria soprattutto se il vostro felino deve viaggiare o avete necessità di lasciarlo in una struttura che se ne prenda cura perché dovete assentarvi da casa e non avete nessuno che possa tenervelo.

Prima di procedere mi ero ovviamente documentata ed avevo letto che alcuni gatti possono reagire al vaccino con febbre, letargia e dolori: bene, Gin ha deciso che a lei piaceva esagerare e quindi mi sono ritrovata con una gattina che piangeva anche al solo pensiero di essere toccata ed ammetto di aver chiamato la clinica un po’ sventata. Il lato positivo di tutto questo è stato poter dormire fino a tardi per la prima volta dopo settimane.

Ovviamente al secondo vaccino, contente un richiamo del primo più la prima dose dell’antirabica, ero speranzosa di poter dormire un pochino (so che sembra brutto, ma sono due mesi che mi sveglia alle 5.30, qualche ora di sonno in più mi piacerebbe) e lei ha deciso che mi ero spaventata troppo la prima volta e quindi non ha avuto nessuna reazione strana ed è stata benissimo, come anche la scorsa settimana che abbiamo avuto l’ultima dose dell’antirabica. Da quello che ho potuto imparare, consiglio di prendervi il giusto tempo tra un vaccino ed un altro in modo da non sovraccaricare il gattino soprattutto nel caso abbia reazioni come la mia con la prima dose.

L’ultimo passo per la sua salute è la sterilizzazione, o castrazione, molto importante soprattutto se avete un gatto che vive con la possibilità di poter uscire fuori (non stiamo parlando di Gin che le viene l’ansia ogni volta che ho la porta aperta e sente il rumore dell’ascensore) per evitare gravidanze indesiderate. A maggior ragione in un paese come questo dove ci sono tantissimi gatti, ed ovviamente cani, non solo abbandonati da cuccioli perché i padroni non possono permettersi di mantenerli, ma anche breeders che sfruttano gatti di razza per riproduzioni forsennate al solo scopo di vendere i cuccioli.

Per la tempistica di questa procedura ci sono due correnti di pensiero: quella del mondo anglosassone ed americano, che tendono a fare una sterilizzazione anticipata, verso i 3 mesi, e quindi meno invasiva per l’animale, e quella europea, che tende ad aspettare il primo calore, quindi verso i 5/6 mesi, prima di procedere. Per il post operatorio si può sempre scegliere di utilizzare un collare vittoriano oppure ultimamente si stanno diffondendo delle tutine (praticamente delle magliette per bambini 0-3 mesi o comunque prematuri) che coprono i punti ed evitano che il gatto si lecchi la ferita.

Ma sapete qual è la morale di questa storia? Che potete pianificare ogni visita dal veterinario per rendervi la vita più semplice, ma tanto la vostra gatta deciderà comunque di farsi venire il calore due giorni prima dell’operazione…solo perché sono gatti e decidono loro come, quando, dove e perché. Fatevene una ragione.

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