NYU Abu Dhabi: “l’università del futuro” festeggia un decennio di eccellenza

da Set 23, 2021Highlights, Lifestyle

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Se si tratta di eccellenze nel mondo Arabo non si può non parlare di NYU Abu Dhabi (NYUAD). Nel giro di 10 anni, questa università fondata con il benestare di sua altezza reale Khalifa Al Nahyan, è riuscita a diventare una delle più prestigiose e selettive al mondo. Con oltre 14,400 richieste d’ammissione ricevute nel corso dell’anno accademico 2020-21, solo il 4% (625) sono state accettate. Circa l’80% degli studenti che vengono ammessi a NYUAD decidono di frequentare l’università, spesso preferendola ad altre Ivy League come Harvard o Yale. Ma come ha fatto un università pensata e costruita negli Emirati a scalare le classifiche mondiali e a scavalcare persino le più antiche e rinomate istituzioni statunitensi?    

Per capirlo, bisogna partire col differenziare NYUAD dal suo omonimo statunitense. In molti confondono NYUAD come un semplice satellite della ben più nota e famosa NYU di New York, ma gli studenti e i professori di NYUAD ci tengono a precisare che la sede di Abu Dhabi è unica nel suo genere. In primis, NYUAD è un vero e proprio microcosmo. Con oltre 115 paesi rappresentati, questa università si classifica come una delle più multiculturali al mondo. Questo dato fa ancora più impressione se si considera che il numero attivo di studenti è minuscolo rispetto ad altre realtà statunitensi. Nell’anno accademico 2020-21, NYUAD conta solo 1800 studenti rispetto ai 27 mila di NYU o ai 22 mila di Harvard. Riuscire a concentrare una tale diversità di bagaglio culturale in cosi pochi studenti rende NYUAD unica sulla faccia della terra. 

La seconda particolarità di questa università è il suo programma di arti liberali. Come diceva l’ex Presidente di NYUAD John Sexton, gli studenti devono essere portati a “suonare un’altra ottava del pianoforte.” Tradotto in gergo colloquiale, prima di specializzarsi in una materia, gli studenti devono sfidare se stessi iscrivendosi in corsi a cui non sono necessariamente predisposti. La motivazione alla base di questo pensiero è che testando le acque in varie materie, gli studenti svilupperanno un pensiero critico che permetterà di mettere insieme una serie di competenze utili per adattarsi al mondo del lavoro in costante evoluzione. 

Per questa ragione, tutti gli studenti di NYUAD devono completare almeno sei corsi del cosiddetto “core curriculum” prima di laurearsi. Questi corsi hanno generalmente un limite massimo di studenti per ogni sessione, cosi da poter assicurare uno stile d’insegnamento “colloquiale” in cui ogni studente ha la possibilità di confrontarsi sia con il Professore che con gli altri compagni provenienti da specializzazioni diverse. Questa situazione fa si che ciascun alunno possa ascoltare e imparare dai vari metodi utilizzati da studenti di discipline diverse per arrivare alla risoluzione di un problema. 

La terza e ultima particolarità di questa università è la procedura di ammissione. Per entrare a far parte di NYUAD esistono due turni di selezione. Gli applicanti che passano la prima scrematura vengono invitati, a costo dell’università, nel campus di Abu Dhabi per un weekend da passare insieme a tutti gli altri candidati. In questo weekend gli aspiranti studenti hanno la possibilità di vedere coi loro occhi il complesso universitario sulla Saadiyat Island e di partecipare ad alcune lezioni per valutare il metodo d’insegnamento adottato dai professori. Gli addetti alle ammissioni hanno invece modo di valutare come ciascun candidato si integri con gli altri selezionati e con la comunità dell’università.   

Per capire meglio che tipo di studenti popolano questa speciale università, abbiamo deciso di intervistare Francesca Antonone, una studentessa Italiana al secondo anno di NYUAD. Riportiamo l’intervista per intero qui sotto. 

Come è nata la scelta di venire a studiare alla NYU di Abu Dhabi?

Fin da quando ero piccola, essendo nata e cresciuta in una piccola cittadina del casertano, ho sempre sentito l’impellente bisogno di evadere da quella realtà. Avevo il desiderio di trascorrere gran parte della mia vita in giro per il mondo, studiare qualcosa che mi appassionasse realmente e incontrare persone con alle spalle diversi background culturali, e ho fatto sì che tutto questo si avverasse. Mi sono trasferita a Roma, ho frequentato un liceo internazionale che mi ha aperto molte porte e mi ha fatto avvicinare a realtà che ad oggi, considero parte integrante di tutto ciò che sono diventata – la Cina e gli Stati Uniti. Per i miei studi universitari, cercavo un’istituzione che fosse garanzia di eccellenza, che avesse una realtà interculturale da vivere quotidianamente e una miriade di input e stimoli da cui partire per iniziare a costruire il mio futuro. Ed NYUAD è una chiara rappresentazione di tutto questo – eccellenza, interculturalità, innovazione.

Cosa ti piace di più dell’università? Cosa la rende unica?

Ciò che rende NYUAD unica nel suo genere è la diversità culturale che da sempre la contraddistingue. Per esempio, mi capita in media di interagire con persone di 15 culture diverse al giorno. E quel che rende magico questo posto, è la capacità da parte di coloro che lavorano quotidianamente per far sì che tutto vada per il meglio, di creare un’atmosfera ideale per tutti noi, indipendentemente dai nostri backgrounds culturali.

 

Partecipi a qualche attività extracurriculare? Se sì, quale? E ci puoi spiegare un po di più in cosa consiste?

Sono parte del team di giornalisti al The Gazelle, il giornale dell’NYUAD – un giornale che viene letto non solo da studenti dell’università, bensi da un numero considerevole di persone provenienti da tutto il mondo. Scriviamo e facciamo informazione, sensibilizzando tematiche attuali e coinvolgendo i lettori con le scelte degli argomenti che trattiamo.

 

Come ti trovi nel campus a Saadiyat Island?

L’ambiente qui è straordinario. Lo staff è estremamente gentile, i professori sorprendentemente disponibili e gli studenti incredibilmente motivati. Tutti sono qui perché appassionati, entusiasti e volenterosi di fare grandi cose nella vita.

 

Consiglieresti agli studenti italiani di venire a studiare qua negli Emirati? Che tipo di esperienza possono aspettarsi?

Assolutamente si, solo se si è disposti però a lavorare sodo, mettersi continuamente alla prova e immergersi in un mondo completamente diverso. Quella a NYUAD è un’esperienza che ti cambia la vita – ti fa crescere, scoprire quel che sei veramente e identificare le strade più adatte alla tuo essere.

Francesca Antonone è una studentessa Italiana al secondo anno di NYU Abu Dhabi. Si sta laureando in Scienze Politiche e Studi Legali. 

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