La perseverante missione della NASA su Marte

da Feb 22, 2021News

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Si chiama Perseverance, ha le dimensioni di un Suv, ha viaggiato per 7 mesi e 470 milioni di chilometri ed ha ora raggiunto un altro mondo.

Il rover della NASA il 18 febbraio scorso è magistralmente atterrato nel cratere Jazero, un buco profondo 28 miglia, a circa 18 gradi dall’equatore. Non il nostro equatore, quello di Marte. Ebbene sì, il marchingegno di inaudita complessità ingegneristica, una volta inseritosi con successo nell’orbita del Pianeta rosso, ha scansionato e analizzato il terreno sottostante, quindi lo ha confrontato con le mappe nel suo database per poi prepararsi al touchdown. Il paracadute di 20 metri di diametro di cui era dotato, si è gonfiato nello spazio, permettendo al rover statunitense di rallentare la sua discesa. 

Atterrare su Marte, come è facile immaginare, non è cosa semplice. Gli esperti ne parlano come i “7 minuti di terrore”. In questa manciata di minuti, gli ingegneri spaziali sono infatti impossibilitati, per via della distanza, ad intervenire in qualsivoglia modo su eventuali complicazioni durante l’ingresso in orbita della sonda. 

Alcuni attimi di interminabile silenzio ed il Jet Propulsion Laboratory della NASA è stato travolto da grida di esultanza e scroscianti applausi quando la prima immagine un pò offuscata della superficie marziana è stata inviata dal rover appena atterrato. 

La comunicazione dell’avvenuto ammartaggio è arrivata con un tweet, direttamente dalla sonda: “Sono sana e salva su Marte”. E poi: “La perseveranza vi porterà ovunque”, aggiunge, a ricordare delle sfide e delle difficoltà, ultraterrene, per l’appunto, affrontate fin ora perché questo obiettivo potesse essere raggiunto. 

Difatti, a rendere il viaggio verso Marte ancora più complicato, ha concorso la necessità di sfruttare il cosiddetto momento di opposizione: quando Sole-Terra e Marte sono perfettamente allineati. Circostanza che però si verifica solo ogni 26 mesi, determinando una possibile “finestra di lancio” di due settimane, in cui la traiettoria verso il pianeta rosso risulta essere più corta. 

Ogni due anni dagli anni ’60 vi sono state diverse missioni su Marte. Tra il 1976 e il 1992 molte finestre sono rimaste “inutilizzate”. Ma mai nella storia tre agenzie spaziali hanno sfruttato simultaneamente la stessa finestra di lancio. Attualmente infatti, sono 10 i veicoli spaziali operanti su Marte o nella sua orbita. Questi provengono da  Stati Uniti, Unione Europea, India, Cina ed Emirati Arabi Uniti. 

Adesso Perseverance ha un obiettivo ben preciso da portare a termine: individuare tracce biologiche nell’antico delta  del fiume, ormai prosciugato, in prossimità del cratere Jezero. Inoltre, la sonda produrrà per la prima volta ossigeno sulla superficie marziana per studiarne la resistenza e gli effetti sull’atmosfera di Marte.

Le ricerche della sonda sono iniziate, e procederanno senza sosta per un anno (marziano), della durata di 687 giorni terrestri. Questa potrà raccogliere campioni di roccia sfruttando un braccio robotico lungo 2,1 metri. Mentre le 23 telecamere di cui è dotata permetteranno di riprendere ogni scoperta, restituendo alla terra immagini 3D.  Degli appositi microfoni poi, registreranno i rumori del vento e dei noti diavoli di sabbia, il più temuto fenomeno meteorologico del pianeta

Perseverance possiede quindi ogni strumento per regalare un’esperienza interattiva di elevato valore scientifico, alla scoperta delle rosse ed ostiche meraviglie di Marte. 

Source: Perseverance è su Marte. Com’è avvenuto l’ammartaggio e cosa succede ora, 9 Febbraio 2021, Patrizia Caraveo

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