Vite da Expat: Federica Polato

da Dic 28, 2020Highlights, Italian Stories

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Madrid, Londra, Tokyo, New York e, infine, Dubai. Federica è un’esperta di internazionalizzazione delle imprese: porta all’estero le eccellenze mondiali aprendo e gestendo completamente, per conto di piccole e medie imprese, aziende, punti vendita e negozi on line. 

Non lo fa solo con grande professionalità, ma anche aggiungendo un’umanità che, sempre più spesso, gli uomini e le donne d’affari mettono in secondo piano: parte del suo ricavato, infatti, viene reinvestito in educazione e scolarizzazione femminile. Attraverso il suo lavoro, Federica finanzia i primi cinque anni di scuola delle bambine di Gojra, in Pakistan: “fare business fine a se stesso, per me, non è abbastanza, se non è accompagnato da un reale impatto che si lascia nel mondo

Il potere del business può essere usato per rafforzare ed educare quante più persone possibile e, tramite l’educazione, diffondere benessere, salute e serenità.

Il mio scopo è quello di sostenere e rafforzare in particolare bambine e donne nate in comunità svantaggiate garantendo loro l’accesso a quell’educazione che, altrimenti, verrebbe loro negata, così da contribuire attivamente ad una maggiore inclusività e alla costruzione di un mondo più equo. 

Come e quando sei arrivata a Dubai?

Sono arrivata nel 2014 con il mandato di aprire il primo punto vendita delle Gelaterie Grom della Regione. Sarei dovuta restare solo tre mesi, ma sono già qui da sei anni e, come molto spesso capita nella vita, sono questi gli eventi inaspettati che rendono tutto più avvincente ed emozionante. Nel giro di sei mesi ero diventata “Head of Brand and Operations”, aprendo e gestendo l’operatività dei punti vendita in tutta la regione del Golfo.  L’avventura con Grom è finita, purtroppo, con l’inizio dei problemi nelle relazioni diplomatiche tra UAE e Qatar, ma invece di tornare a casa, ho deciso di restare, avendo trovato, in questo Paese, la possibilità di portare avanti ciò che avevo sempre voluto fare: connettere mondi diversi facendo parlare tra di loro culture percepite molto spesso come agli antipodi. Il mezzo con cui sono riuscita a farlo è l’internazionalizzazione delle aziende, ma con un sistema di valori tutto mio atto all’integrazione dei modi di pensare avvicinandosi: unico modo in cui si può vincere e portare risultati insieme.

Perché proprio Dubai?

Nonostante non l’abbia mai cercata, Dubai mi è “capitata” ben tre volte: ero stata contattata da diverse aziende in precedenza ma avevo sempre rifiutato. La terza volta mi sono “arresa”, ho pensato che fosse un segno del destino e posso dire con certezza che è stata la decisione più azzeccata che potessi prendere! 

Donna, giovane e non sposata: quali sono state le sfide maggiori che hai dovuto affrontare a Dubai?

Posso dire di non aver mai avuto problemi in questo senso, anzi, piuttosto il contrario: non mi sono mai trovata né mi hanno mai fatto sentire in alcuna posizione di inferiorità.

La vera sfida è stata affrontare il modo di lavorare locale, completamente diverso da quello Europeo o Americano a cui ero abituata; non per forza sbagliato ma decisamente differente. Dubai è riuscita, in 50 anni, a raggiungere, come sviluppo e tecnologie, livelli di città che ne hanno più di 1000. Nonostante questo (e forse anche per questo motivo) nel lavoro esiste più lentezza, idee e accordi cambiano fin troppo spesso, la forza lavoro deve essere seguita passo passo per essere in grado di garantire gli standard a cui siamo abituati e che i clienti internazionali si aspettano.

Cos’è che più ti piace di lavorare a Dubai? Quali sono state le tue più grandi soddisfazioni?

Amo molto la positività di questa città: da quando sono qui ho respirato aria diversa, mi sono sentita meglio. Le cose vanno avanti, diversamente, ma comunque avanti; le persone, seppur con i loro problemi, sono più sorridenti e positive.  Un altro aspetto importantissimo è la sicurezza: ci sono regole ferree, necessarie per mantenere l’ordine nel rispetto di tutti. Qui duecento culture insieme convivono senza praticamente mai un problema, è davvero una cosa unica! Dubai è anche una città posizionata geograficamente in un luogo strategico, che unisce Oriente e Occidente in tutti i sensi! Ci sono luoghi meravigliosi da visitare, e avere 8 mesi all’anno di sole con temperature miti è un lusso a cui ormai è molto difficile disabituarsi.  

La maggior soddisfazione? Cogliere tutte le possibilità che questa città continua a offrire. “Rendere possibile l’impossibile”: il motto della città non poteva che essere questo! Non meno importanti sono le persone con cui ho lavorato e che ho gestito, con cui ho creato rapporti speciali e duraturi: è stata confermata la mia certezza che aprendosi e capendo punti di vista completamente diversi si cresce e si ottengono dei risultati assolutamente inaspettati sia a livello personale che professionale. 

A cosa devi il tuo successo?

Alla mia determinazione, al continuo rimettersi in gioco, alla capacità sul lavoro di costruire relazioni a tutti i livelli: dai più alti ai più bassi. Un altro elemento importante è sicuramente l’empatia: trovo che la pazienza, l’apertura mentale e la capacità di capire l’altro siano doti fondamentali per chi decida di lavorare, fare business e vivere in città internazionali come questa. Nonostante sul lavoro mi comporti come un militare, cerco sempre di capire il perché delle loro azioni e atteggiamenti: d’altronde, ad ogni azione corrisponde un’azione uguale e contraria, e tutto ciò non ha nulla a che vedere con la nazione di provenienza. 

Devo dire che ho dato tanto e ho ricevuto veramente tantissimo!

Cosa consiglieresti a un giovane che volesse venire a Dubai a lavorare?

Di non aspettarsi una vita facile con il denaro che piova ininterrottamente dal cielo, ma di venire qui sapendo che bisogna essere forti, pazienti, lavorare duramente, essere aperti all’altro senza pregiudizi, non solo accettando, ma abbracciando la diversità.

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