Nell’anno del lavoro a distanza, tra le mete più gettonate per lo smart working svettano senza dubbio quelle dal clima soleggiato tutto l’anno.
Tra queste, Dubai, é stata classificata al 22 °posto nella lista elaborata dal noto marchio Big Seven Travel, delle 50 destinazioni più apprezzate per il lavoro da remoto, seguita da Hanoi, Berlino e Chiang Mai.
Oltre ai paesi che inizialmente hanno aperto ai lavoratori in smart working, nuove destinazioni hanno lanciato programmi per chi é alla ricerca di coste tropicali da cui continuare a svolgere il proprio lavoro.
A partire dallo scorso ottobre, é possibile risiedere a Dubai con un visto turistico e poi richiedere il cosiddetto visto di lavoro virtuale. I lavoratori possono partire e rientrare nel proprio paese a piacimento, ma i soggiorni saranno revocati nel caso in cui si soggiornasse al di fuori dell’Emirato per sei mesi consecutivi.
Per ottenere il visto, e necessario soddisfare i seguenti criteri:
- Passaporto con validità minima di 6 mesi
- Assicurazione sanitaria con validità della copertura EAU
- Prova di impiego dall’attuale datore di lavoro con una validità contrattuale di un anno,
- Un minimo di US $ 5.000 al mese di stipendio,
- Busta paga del mese precedente
- Estratti conto degli ultimi 3 mesi
Se il richiedente è il proprietario di un’azienda:
- prova della proprietà della società per un anno o più,
- un reddito mensile medio di 5.000 USD al mese e estratti conto dei 3 mesi precedenti
A chi è rivolto il programma di lavoro virtuale?
Il programma di lavoro virtuale è per le persone che vivono e lavorano al di fuori degli Emirati Arabi Uniti, start-up e imprenditori che soddisfano i criteri di ammissibilità.
Durata del programma di lavoro virtuale:
Il programma è valido per un anno, ed é rinnovabile previa nuova domanda.
Dubaitaly Press Team









